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Istituto Comprensivo "Luisa Levi" Mantova

Piazza Seminario, n°4 - Tel. : 0376 329409 - Fax 0376 226154
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Progetto Socrates Comenius
" Mozart e la musica in Europa"

INSIEME CON MOZART IN GIRO PER L'EUROPA

"Grazie Wolfgang, perché come se non bastasse il patrimonio di musica e cultura che ci hai lasciato, ora ci offri anche la possibilità di visitare, nel tuo ricordo, un paese come la Turchia !"

Forse potrà suonare un po' troppo confidenziale, vista l'entità del personaggio, ma questo è ciò che mi sono detta mentre, piena di stupore, osservavo dal finestrino del pullman l'inaspettato panorama lungo la strada che da Smirne (Izmir per chi come me è ormai turco d'adozione) conduce a Usak.

Ma facciamo un bel passo indietro e torniamo a Mantova, all' I.C. Luisa Levi per la precisione, che a partire dal 2006, anno delle celebrazioni per il 250° anniversario della nascita di Mozart, partecipa come Scuola Coordinatrice ad un Progetto Europeo Socrates Comenius dal titolo Mozart e la Musica in Europa. Ed ecco che i concetti incominciano a chiarirsi; oltre alla Germania tra i nostri partner europei vi è la Turchia , e così dopo il meeting iniziale tenutosi a Mantova nell'ottobre del 2006, quest'anno il calendario del progetto prevede la visita alla scuola di Usak, in occasione delle manifestazioni che si tengono in Turchia nella settimana dedicata al Festival dei Bambini.

Ed eccoci, per l'appunto, sul pullman che da Smirne, viaggiando per 210 chilometri verso est, ci condurrà a destinazione. Siamo stanchi è vero, è dalle 5 del mattino che siamo in viaggio, ma gli occhi, che pure vorrebbero chiudersi, corrono da una parte all'altra del paesaggio colpiti e stupiti da un'inattesa bellezza, da una natura rigogliosa e familiare, da una campagna dolce e ben curata. Le immagini cambiano con frequenza facendoci pensare ora alla Sardegna, ora a qualche scorcio del nostro meridione.

Molte cose le avevamo immaginate o viste in qualche documentario: i tanti chilometri percorsi senza incontrare una sola abitazione, per esempio, le numerose greggi di pecore al pascolo, i segni di una povertà e un'arretratezza che vorrebbero essere superati, ma che ancora permangono … ma nel complesso le impressioni sono positive e piacevoli, così come le persone che sul pullman sorridono accoglienti ai nostri volti stanchi e stranieri. Occhi grandi e sinceri di bambini che si illuminano davanti alla caramella che porgiamo.

Il viaggio dura quasi tre ore; quando finalmente arriviamo sono tutti lì i nostri amici turchi, che ci aspettano alla stazione dei pullman: sorrisi, abbracci, baci, domande, voglia di raccontare … tutto si intreccia e si mescola alla stanchezza che ora, una volta arrivati, si fa sentire più che mai. Vorremmo andare subito in camera, sotto l'agognata doccia, ma no, come rifiutare un caffé turco e ancora qualche minuto di buona compagnia? Gli ultimi ragguagli sul programma che ci attende e poi finalmente il riposo, nella nostra bella stanza d'albergo, che come ci spiegano, ai tempi dell'Impero Ottomano era stato un caravanserraglio.

Il giorno dopo è un altro giorno, una notte di riposo, un'abbondante colazione, una gradevole temperatura estiva e l'appuntamento con le scuole. Ne visitiamo due, una superiore ed una elementare. Ovunque l'accoglienza è calorosa, sentiamo su di noi sguardi curiosi, indagatori; ci stavano aspettando, ci osservano, sorridono, qualcuno tenta un approccio in lingua inglese, molti ridono, chissà forse del nostro abbigliamento informale visto che loro sono rigorosamente tenuti ad indossare una divisa.

Incontriamo i Dirigenti Scolastici e anche il Provveditore agli Studi tutti, insieme alle informazioni che ci danno sulle scuole e il loro funzionamento, tutti ci tengono a sottolineare che nelle vene dei turchi, insieme a un po' di sangue, scorre da sempre la musica. È quella legata al folklore e alle tradizioni a farla da padrona, ce ne rendiamo conto visitando un negozio di strumenti musicali, ne abbiamo la conferma quando, in un momento di accoglienza, un gruppo di deliziose bambine vestite da principesse danza per noi in un'atmosfera da Mille e una Notte ; arriva la certezza quando la sera siamo ospiti e spettatori di un importante manifestazione organizzata nell'ambito del Festival dei Bambini. Folklore, tradizione, passato, orgoglio nazionale, sembrano queste le basi sulle quali il popolo turco ha deciso di costruire il proprio futuro. Le danze tipiche si alternano a prestazioni ginniche e sportive con qualche concessione alla modernità e all'umorismo, ma nemmeno una nota, tra quelle che accompagnano le performance, attinge a tradizioni o fonti diverse da quelle nazionali.

Da quanto possiamo vedere quasi ogni turco, assieme ad una bandiera e ad una foto di Atatürk, possiede un Sas, una chitarra la cui forma e le cui corde sono state adattate allo scopo di produrre quei suoni che caratterizzano le melodie orientali, e ogni occasione è buona per fare un po' di musica in compagnia. Già la compagnia, loro la apprezzano in modo particolare, e la cercano, e la offrono con spontanea generosità, con genuino entusiasmo come quando in un attimo Nesrin, una delle insegnanti, ci invita a concludere la serata a casa sua per farci assaggiare una specialità turca chiamata tarhana, una zuppa a base di verdure spezie e yogurt che richiede una lunga e complicata preparazione. Un modo davvero speciale per concludere la serata e un passo ulteriore nella conoscenza di questi nuovi amici.

Il terzo giorno si riassume in una sola parola EFESO, e per descrivere Efeso le parole non bastano!

Ed è con Efeso negli occhi, con tanto da raccontare e sicuramente col desiderio di tornare che lasciamo Usak. Il nostro viaggio in Turchia, breve e intenso, è già finito e ci ritroviamo all'aeroporto immensamente stanchi, ma ricchi di un'esperienza che ora porteremo nelle nostre scuole, ai nostri bambini e ai nostri colleghi, nel nome di Mozart e dell'Europa che nel suo ricordo cerca di incontrarsi.

Lucia De Paoli

 

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Rassegna fotografica del secondo Meeting di progetto in Turchia:

L'incontro con i partner

Usak

Il festival dei bambini

Visita alle cave, al Santuario, ad EFESO

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